19/05/2023 – 00:00
16/06/2023
Salizada Zorzi, Castello 4931, Venezia
ERBARIO 900
Prima ancora di essere una mostra, Erbario 900 è una chiara dichiarazione d'intenti nel ripensare anacronisticamente il secolo XX come un luogo dove convivono ancora erbe che crescono e si intrufolano nel nostro presente come le radici che rigonfiano gli asfalti e le carreggiate delle strade di campagna.
La raccolta di queste erbe si intreccia in modo invisibile ma concreto con la biografia di Mario Lupano, storico e critico dell'architettura, che, nato nel Monferrato, ha vissuto tra il Piemonte, Firenze, Reggio Calabria, Bologna fino ad approdare a Venezia. In tutti i suoi spostamenti e le sue ricerche Lupano ha raccolto tracce ed immagini in un corpus che rivela tanto del suo istinto rabdomantico quanto dell'esigenza poetica di rifiutare la nozione per abbracciare una felice narrazione del secolo scorso che destabilizzi l'orientamento. Del resto, la Storia è una forma che non può che essere raccontata, e quindi tradotta, trasformata, liquefatta per annaffiare il nostro tempo.
Mario Lupano si definisce come mentore indipendente, nonché bibliofilo, collezionista di immagini, iconofilo e iconauta. Senza ormeggiarsi in sicuri porti semiotici o di teoria delle immagini, ama, come tutti gli artisti, l’ambiguità delle tracce visive e la ricchezza che da essa si genera. Ha dedicato studi soprattutto alla situazione italiana nella prima metà del Novecento, approfondendo le relazioni tra modernismo, architettura, fascismo e dopoguerra del boom economico.
Storico e critico dell’architettura contemporanea, è stato professore ordinario all’Università Iuav di Venezia, dove ha curato le attività culturali ed espositive della Biblioteca di Ateneo, ed è stato Direttore della didattica. Nello stesso Ateneo ha insegnato nei corsi di laurea in arti visive, teatro e arti performative, design della moda, continuando la sua pratica di formare persone multi- e trans-disciplinari. Indaga la circolarità tra procedure progettuali, artistiche, curatoriali; e ha contribuito all'invenzione di nuovi percorsi formativi e di ricerca all’Università. Ha curato mostre, intese come discorso critico-spaziale e dispositivo visionario, e ha sviluppato progetti editoriali in cui si indagano le potenzialità del display, del montaggio e del morphing.
Ringraziamenti speciali:
Marco Bianchini Letevé, Raffaele Geronazzo, Alessandro Gori